BOLLETTE +23% PER LE FAMIGLIE. QUANTE VOLTE DOBBIAMO ANCORA DIRVELO?

Prima il gas. Poi la guerra. Poi il caldo. Poi le tensioni internazionali. Adesso nuovi rincari. Cambia la causa, ma il risultato è sempre lo stesso: la bolletta la paghi tu. Ci risiamo. E chi segue da tempo il nostro BioBlog probabilmente avrà una sensazione di déjà-vu. Il Sole 24 Ore parla di possibili rincari delle bollette del 23% per le famiglie e addirittura del 54% per le imprese. Numeri importanti. Ma soprattutto numeri che riportano ancora una volta al centro un problema di cui parliamo da mesi: il costo dell’energia non è sotto il nostro controllo. Ed è proprio questo il punto.

Ve lo abbiamo già detto. Più di una volta.

Negli ultimi mesi sul BioBlog abbiamo parlato ripetutamente del caro energia. Abbiamo raccontato della preoccupazione delle aziende venete di fronte alla prospettiva di nuovi aumenti di luce e gas. Abbiamo parlato delle guerre e delle tensioni internazionali e di quanto basti una crisi dall’altra parte del mondo per mettere sotto pressione il prezzo dell’energia che utilizziamo ogni giorno nelle nostre case. Abbiamo parlato dello Stretto di Hormuz, della guerra in Iran e del rischio di ritrovarci ancora una volta ostaggio di eventi sui quali una famiglia italiana o un’impresa veneta non hanno alcun potere. Abbiamo parlato del caldo estremo e di famiglie che hanno paura di accendere i climatizzatori perché non sanno quanto arriverà la bolletta successiva. Ogni volta cambia la notizia. Ma il problema è sempre lo stesso. Continuiamo a comprare energia da qualcun altro. E quindi continuiamo ad accettare che sia qualcun altro a stabilirne il prezzo.

Oggi +23%. Domani?

Il dato che dovrebbe far riflettere non è soltanto quel +23%. La domanda vera è un’altra: cosa succederà al prossimo problema? Un’altra guerra? Una nuova crisi internazionale? Un inverno particolarmente freddo? Un’estate ancora più calda? Un problema alle forniture di gas? Una nuova impennata dei mercati energetici? Non possiamo saperlo. Ed è proprio questo il problema. Negli ultimi anni abbiamo imparato che il mercato dell’energia può cambiare molto velocemente e che eventi apparentemente lontanissimi possono arrivare direttamente dentro casa nostra sotto forma di una bolletta più cara. Possiamo continuare a sperare che l’energia costi meno. Oppure possiamo cominciare a dipendere meno dal suo prezzo.

La vera soluzione non è trovare la bolletta più economica

Cambiare fornitore può essere utile. Cercare una tariffa migliore è assolutamente sensato. Ma significa comunque continuare a comprare energia. Magari oggi a 20 centesimi. Domani a 25. Dopodomani a 30. Il vero cambio di prospettiva avviene quando una parte importante dell’energia che utilizziamo smettiamo di comprarla perché iniziamo a produrcela da soli. È esattamente quello che fa un impianto fotovoltaico. Il sole arriva sul tetto. I pannelli producono energia. La casa utilizza direttamente quella energia. L’eventuale eccedenza può essere accumulata in una batteria e utilizzata quando il fotovoltaico non sta producendo. Più energia riusciamo ad autoprodurre e autoconsumare, meno energia dobbiamo acquistare dalla rete. E meno siamo esposti ai prossimi aumenti.

Fotovoltaico e accumulo: non solo risparmio, ma protezione

Per anni abbiamo parlato del fotovoltaico principalmente come investimento economico. Oggi c’è un altro concetto che secondo noi sta diventando altrettanto importante: indipendenza energetica. Una casa dotata di un impianto correttamente dimensionato e di un sistema di accumulo può produrre durante il giorno l’energia necessaria per alimentare l’abitazione e utilizzare la produzione in eccesso per caricare la batteria. Quell’energia può poi essere utilizzata la sera e durante la notte. Non significa necessariamente eliminare completamente la rete elettrica. Significa qualcosa di molto più concreto: utilizzarla molto meno. Ed essere quindi molto meno vulnerabili a ciò che succede sul mercato energetico.

Chi ha già il fotovoltaico guarda queste notizie in modo diverso

È probabilmente questo l’aspetto che racconta meglio il valore dell’autoproduzione. Quando leggiamo: “Bollette +23%” due famiglie possono ricevere la stessa notizia in maniera completamente diversa. La prima compra praticamente tutta l’energia che consuma dalla rete. Per lei un aumento del prezzo dell’elettricità può trasformarsi direttamente in una bolletta più pesante. La seconda produce gran parte della propria energia attraverso il fotovoltaico e ne conserva una parte nella batteria. Il prezzo dell’energia può aumentare anche per lei. Ma se dalla rete compra molto meno, l’impatto economico sarà inevitabilmente molto più limitato.  È questa la differenza. Non possiamo controllare il prezzo dell’energia. Possiamo però controllare quanta ne compriamo.

Per le aziende il problema è ancora più grande

Se per le famiglie si parla di rincari importanti, per le imprese il quadro può diventare ancora più pesante. Il costo dell’energia non è semplicemente una bolletta. È un costo di produzione. Significa incidere sul prezzo dei prodotti, sulla competitività, sui margini e sulla capacità dell’impresa di programmare gli investimenti. Un’azienda con un tetto disponibile e consumi prevalentemente diurni si trova spesso nella situazione ideale per sfruttare il fotovoltaico: l’energia viene prodotta proprio nelle ore in cui l’attività sta lavorando e consumando. Per questo abbiamo già dedicato diversi approfondimenti del BioBlog al caro energia delle imprese. E per questo continuiamo a ripeterlo: il fotovoltaico aziendale non è soltanto una scelta ambientale. È una scelta economica e strategica.

Quanto dovrà aumentare ancora la tua bolletta prima di decidere?

Questa è forse la domanda più importante. Perché aspettare? Aspettare che l’energia torni a costare meno? Aspettare il prossimo incentivo? Aspettare la prossima crisi? Aspettare la prossima bolletta? Sono anni che il mercato ci dimostra una cosa molto semplice: nessuno può garantirci quanto pagheremo l’energia nei prossimi 10 o 20 anni. Un impianto fotovoltaico, invece, ci permette di sapere che una parte importante di quell’energia possiamo produrcela direttamente sul nostro tetto. Ogni kWh prodotto e consumato in casa è un kWh che non dobbiamo acquistare dalla rete. Oggi. Domani. E per molti anni.

La prossima notizia sul caro energia arriverà. La domanda è come vuoi leggerla.

Probabilmente tra qualche mese torneremo a parlare di bollette. Ci sarà una nuova causa, un nuovo titolo e magari una nuova percentuale. Ma tu puoi decidere da che parte stare. Puoi continuare a leggere queste notizie chiedendoti: “Quanto mi costerà?” Oppure puoi iniziare a leggerle pensando: “Fortunatamente gran parte della mia energia me la produco da solo.” È questa la vera differenza.

Vuoi sapere quanto potresti ridurre la tua dipendenza dalla rete?

In Bioenergia non partiamo dal numero di pannelli. Partiamo dai tuoi consumi reali. Analizziamo le tue bollette, studiamo il tetto, valutiamo quando consumi energia e dimensioniamo fotovoltaico e accumulo sulla base delle reali esigenze della tua famiglia o della tua azienda. L’obiettivo non è semplicemente venderti un impianto. L’obiettivo è farti comprare meno energia possibile per i prossimi 20-30 anni. Se vuoi capire quanta energia potresti produrre, quanta potresti autoconsumare e quanto potrebbe diminuire la tua bolletta, contatta Bioenergia. La prossima bolletta aumenterà o diminuirà? Non possiamo saperlo. Ma possiamo fare in modo che per te conti sempre meno.

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